Lago di Cuccheri (Sentiero n. 453)
Il sentiero prende il nome attuale dal piccolo e suggestivo specchio d’acqua artificiale della località di Cuccheri, snodandosi tra terreni sabbiosi e di arenaria di origine pleistocenica.
Su questo sentiero è possibile trovare facilmente numerosi fossili di origine marina, specialmente bivalvi, anche di notevoli dimensioni, e varie tipologie di gasteropodi.
Tutta l’area contermine si presenta di notevole interesse archeologico: ricordiamo che a breve distanza sono state rinvenute negli ultimi anni due urne cinerarie etrusche di produzione volterrana, della fine del IV secolo a.C., oltre a numerose tracce di superficie di piccoli abitati, sempre databili al medesimo periodo.
A poche decine di metri dal sentiero sono presenti alcuni piccoli ipogei scavati nel sabbione naturale, originariamente sepolcri di varia tipologia del periodo etrusco-ellenistico, che testimoniano l’alta densità della presenza umana in quest’area e la diffusione di una classe media di piccoli proprietari terrieri che traevano i loro profitti proprio dalla coltivazione di questi terreni.
Nell’alto medioevo, specificatamente nel VIII e IX secolo d.C. tutta l’area faceva parte dei vastissimi possedimenti del potente vescovo di Lucca, che indentificò l’area di Cuccheri e la vicina Monteculaccio o Monsolaccio come luoghi destinati all’allevamento di suini da destinarsi al mercato di Lucca.
La flora si presenta ubertosa e l’area in generale è coltivata a vite, olivo ed albero da frutto, contrapponendosi nettamente come paesaggio e sistema agricolo all’area di Monte Tonaco e al paesaggio delle argille.