Via di Antica (Sentiero n. 460)
La strada prende il suo nome dalla località che attraversa, “Antica”, spesso storpiata recentemente con la pronuncia vernacolare locale di “N’Antiha”.
Si tratta di una delle viabilità più storicizzate di tutta la Valdera, oltre ad essere connotata da un forte impatto paesaggistico dovuto alla particolare conformazione delle valli e soprattutto del suo rilievo collinare centrale, il colle detto Poggio di Antica.
La località fu il luogo del rinvenimento di una tomba etrusca nel lontano 1792, una delle scoperte archeologiche più importanti del distretto a nord di Volterra, il cui corredo funebre, tre urne cinerarie e trentasette vasi, confluirono alcuni anni dopo nelle raccolte del Camposanto Monumentale di Pisa.
Grazie alle cronache dell’epoca siamo a conoscenza che la tomba, di cui oggi ignoriamo l’esatta ubicazione, era un ipogeo con pianta circolare ma sprovvista del pilastro centrale, come invece è possibile constatare nelle necropoli urbane della Volterra etrusca.
Il corredo funerario, grazie alla donazione al Camposanto da parte dello scopritore Leonardo Gotti, è stato accuratamente studiato e il sepolcro è databile alla fine del IV secolo a.C.
Numerosi altri rinvenimenti casuali hanno interessato tutta l’area, specialmente i fianchi e la sommità del Poggio fino agli anni Settanta del Novecento, ma purtroppo i numerosi reperti hanno avuto il triste destino della dispersione.
In merito alla località esiste una antichissima leggenda tramandata ancora oggi che narra dello scontro in quel luogo di due imponenti eserciti etruschi.
L’armata sconfitta, prima della ritirata, avrebbe sepolto nelle vicinanze del poggio un enorme tesoro, compreso una grande margherita realizzata interamente in oro.
Si segnala inoltre la ricca documentazione d’archivio esistente, risalente addirittura al XII secolo, che testimonia l’avvicendarsi delle proprietà fondiarie in quest’area, evidentemente da sempre ritenuta strategica per le attività agricole.