Terricciola – La Rosa (Sentiero n.462)
La strada attraversa i colli di Terricciola maggiormente ricchi di storia e significato culturale. Fino agli anni Venti del Novecento era classificata come “strada maestra per Peccioli” ed ancora oggi è possibile arrivare alla pianura dell’Era con velocità e senza disagi. Questa viabilità si pone come una delle più antiche di un ampio distretto, verosimilmente di origine etrusca, in grado di collegare i rilievi centrali della Valdera con il suo fiume e le comunità della riva sinistra.
La zona da cui prende inizio il percorso è stata molte volte protagonista di importanti rinvenimenti archeologici: prima nella metà del Settecento, con la scoperta di due tombe ipogee inviolate, databili tra IV e III secolo a.C., in seguito negli anni Cinquanta, con il rinvenimento di due urne cinerarie etrusche.
Nei decenni passati sono state più volte rinvenute delle sepolture di inumati di diversi periodi, che abbracciano il periodo che va dalla fine dell’età ellenistica fino al tardo periodo imperiale romano.
Agli inizi degli anni Duemila, nell’oliveta detta “San Piero”, sono stati condotti degli scavi archeologici sistematici, in grado di mettere alla luce la porzione di un abitato medievale, rovinosamente distrutto da un incendio nei primi anni del Quattrocento.
La ricerca archivistica ha individuato il nome di questo paese: San Pietro e San Michele in Giulica (o Guilica) il cui unico edificio superstite è la vicina chiesa di San Piero, sebbene questa non si trovi nella posizione originaria di fondazione.
Nel proseguo della strada è presente una piccola tagliata etrusca, ovvero una parte di strada che è stata realizzata tagliando artificialmente il blocco geologico di sabbione: queste tagliate solitamente svolgevano una funzione religiosa non perfettamente chiarita.
Più avanti, prima di costeggiare il casolare detto “Il Tesoro”, bellissimo esempio di architettura rurale toscana degli inizi del Settecento, troviamo una prominenza boscosa circolare, anticamente un aspetto di caccia, dove sono stati rinvenuti delle anforette potorie tardo medievali.
La vigna sottostante invece ha restituito le tracce di quella che sembra essere una villa rustica romana, edificata sulle alture a guardia della pianura che verosimilmente gestiva, databile probabilmente al II secolo d.C.
Avvicinandosi al fondovalle troviamo un’altra casa rurale, Il Vallino, di cui abbiamo testimonianze storiche della sua esistenza a partire dal 1560 come un podere di proprietà dei nobili signori della famiglia dei Da Catignano.